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Concerto

Le "Scenografie" di Jesper Bodilsen a Wine Town, Firenze.

di Alessandra Cafiero
Venerdì 24 maggio 2013

La pioggia non ha prevalso sulla voglia di musica e alla fine le logge del cortile di Palazzo Pitti hanno ospitato l'atteso concerto di Jesper Bodilsen e la presentazione dell'album "Scenografie". Un pubblico attento e curioso si è assiepato intorno ai musicisti in una dimensione da concerto acustico.

Nell'album "Scenografie" le due anime di Jesper Bodilsen, quella danese e l'altra italiana (d'adozione) si fondono alla perfezione. Il contrabbasso si fa insolitamente leader di un gruppo di musicisti affiatati con i quali Jesper ha registrato due sessioni separate, una in Italia, l'altra in Svezia.
Sul fronte nostrano la voce fragile e vibrante di Joe Barbieri dà vita ad una delle più emozionanti composizioni (con parole) dell'album "Regni e corone" e regala al progetto brividi a fior di pelle. Jesper ospita generosamente anche l'altro capolavoro di Barbieri, la struggente "Normalmente", una perla che arricchisce un disegno musicale che fonda tutto se stesso sulla melodia, essenziale per Bodilsen per raccontare una storia.
"La melodia è come una scenografia nella quale disegnare ed ambientare la tua storia personale - sostiene infatti Jesper - puoi non trovare la canzone perfetta ma esistono melodie per ciascuno di noi". E' con quest'atteggiamento e approccio profondo che nascono le sue composizioni. E Jesper suona per immagini e crea scenografie, invitando l'ascoltatore a chiudere gli occhi, a elaborare una rappresentazione visiva ed emotiva alla propria ispirazione.
Le composizioni di Bodilsen sono accompagnate nell'album dal piano di Stefano Bollani, da dieci anni insieme nel progetto musicale del Danish Trio, depositario fidato delle sue note e protagonista con eleganza smisurata del brano "Another heart": quasi un duetto, in cui i due amici si amalgamano indisturbati. Fa da cornice, all'inizio e fine, l'incursione raffinata di Nico Gori e del suo clarinetto.
Il bandoneon di Paolo Russo, musicista italiano da oltre diciassette anni in pianta stabile a Copenhagen, la chitarra di Ulf Wakenius e la tromba e flicorno di Peter Asplund completano il ricco parco strumenti che Bodilsen ha a sua disposizione per un lavoro d'ensamble che ti cattura con la sua delicatezza al primo ascolto: piani melodici diversi si mescolano creando la "sua" storia, il cui fil rouge rimane sempre ben delineato.
A Firenze, Jesper Bodilsen al contrabbasso, Paolo Russo al bandoneon, Nico Gori al clarinetto e Per Gade alla chitarra, hanno riscaldato mani e cuore di chi li ha ascoltati, dando un assaggio di questo piccolo capolavoro, cucito su misura. Alle spalle dei musicisti, come scenografie all'orizzonte, neanche a dirlo, le opere del giovane talento fiorentino, Lapo Gargani. Ispirandosi alle composizioni di Bodilsen, l'artista ha materializzato note e melodie, realizzando immagini quasi oniriche che evocano raggiungimenti, percorsi impervi, legami indissolubili. Cielo, terra e mare trovano così una collocazione ribaltata nella scelta figurativa ed evocativa di Gargani. Ogni sua elaborazione concede allo spettatore/ascoltatore di trovare significato ai singoli accordi e registrarli definitivamente in quelle immagini.