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Scenografie - Jesper Bodilsen | Carosello Records (2013) 

di Neri Pollastri

Disco doppio del danese Jesper Bodilsen, noto da noi soprattutto per essere il contrabbassista dello splendido "trio danese" di Stefano Bollani, ma anche ottimo compositore e già autore di un disco a proprio nome, Short Stories for Dreamers, pubblicato dall Stunt Records. Qui Bodilsen si concede il lusso di missare due sessioni con due quartetti diversi, una registrata in Italia (il 15 dicembre 2011 a Perugia), l'altra in Svezia (il 17 gennaio 2012 a Goteborg).
Del gruppo "italiano" fanno parte il piano di Stefano Bollani, il clarinetto di Nico Gori e - in due sole tracce - la voce di Joe Barbieri; di quello svedese fanno invece parte la chitarra di Ulf Wakenius, la tromba di Peter Asplund e il bandoneon di Paolo Russo - italiano, ma da anni residente in Danimarca.

Il lavoro ha globalmente una cifra lirica che un po' sorprende per un'opera di un danese, evidentemente influenzato dalla frequentazione e dalla presenza del cospicuo numero di italiani. Ed è anche interessante l'alternanza irregolare delle tracce registrate con i due diversi gruppi, o il fatto che Barbieri canti in modo molto particolare, ricordando in italiano la suggestiva sonorità cantilenante della lingua danese - fattori un po' stranianti che aumetano l'appeal del lavoro.

Quasi tutte originali le composizioni, escluse la bella "Retrato em branco e preto," già rivistato da Bollani, e "La tieta," nota in Italia nelle interpretazioni di Mina e Ornella Vanoni come "Bugiardo e incosciente". Ed è nei brani originali che Bodilsen mette in luce una notevolissima vena compositiva, capace anche di capitalizzare le qualità dei singoli. Tra i quali certo non si scoprono Bollani o Gori, come loro solito ad altissimi livelli, ma invece è interessantissimo apprezzare la tromba e il flicorno di Peter Asplund, quarantaquattrenne svedese vecchia maniera, pochi virtuosismi e molta espressività, o la chitarra di Ulf Wakenius, cinquantacinquenne snche lui svedese, in eclettico equilibrio tra Metheny e un'acusticità alla Gismonti. Sempre nel quartetto "svedese" eccellente il lavoro armonico e coloristico di Paolo Russo, altro musicista che mette a frutto esperienze e ispirazioni trasversali.

Complessivamente questo Scenografie è un disco classico e semplice, ma anche ben riuscito e assai godibile, nel quale spiccano l'introduttiva "Longing," con Wakenius in evidenza, e la corale "Living," entrambe del quartetto "svedese," e dell'altro gruppo i due delicatissimi brani cantati, "Normalmente" e "Regni e corone" - quest'ultima riproposta in versione strumentale in chiusura con il titolo "Min Sommerfugl". Il CD evidenzia la crescita di Bodilsen - da tempo apprezzatissimo strumentista - anche come band leader, dopo la prova del precedente Short Stories for Dreamers, che ne condivideva la cifra ma che era apparso meno convincente e pregnante.